Dietro le quinte di un convegno di successo

XXXII Convegno AIF: dietro le quinte di un successo condiviso
“Adesso non possiamo più star fermi a guardare. O acceleriamo anche noi, in direzione di una dimensione nuova, sostenibile, valida, o il rischio è troppo alto.” 
Mauro Magatti
Malgrado siano molte le definizioni del concetto di sostenibilità, la più appropriata è probabilmente ancora quella descritta nel rapporto “Our Common Future” pubblicato nel 1987 dalla Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo (Commissione Bruntland) del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Secondo tale definizione, per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo in grado di assicurare “il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.
Si tratta di una definizione importante perché evidenzia tre elementi: in primo luogo, la dimensione intergenerazionale della sostenibilità; in secondo luogo, la focalizzazione sulla realizzazione dei bisogni dell’uomo; in terzo luogo, l’esplicitazione della centralità delle risorse naturali come risorse limitate da utilizzare con coscienza, guardando appunto alle future generazioni. 
È per questo che la sostenibilità prende in considerazione tre elementi. Il primo di questi è la dimensione ambientale: è l’ambiente a mettere a disposizione energia e risorse naturali che vanno utilizzate con attenzione, nella consapevolezza che la loro esauribilità determina la capacità di sfruttarle nel rispetto delle generazioni successive e con rispetto per la natura che ci ospita. 
La dimensione sociale è la definizione del modello di società al quale vogliamo tendere. In altri termini, declinare i nostri sforzi e orientare tanto i comportamenti individuali quanto le scelte politiche nella giusta direzione. 
Infine, la dimensione economica. La realizzazione della visione di società perseguita nel rispetto delle risorse naturali deve determinare il modello economico che consenta di realizzarla. 
Ambiente, società ed economia sono perciò legati da collegamenti inestricabili, le dinamiche dei quali sono soltanto in parte in grado di essere identificati a priori. Le connessioni di questi tre elementi sono infatti quelle tipiche di un sistema complesso e come tali vanno gestite, nella consapevolezza che agire su una delle tre leve impatterà necessariamente anche sulle altre due.
In questo quadro generale, il XXXII Convegno AIF ha raccolto la sfida del tema centrale, “agire la sostenibilità”. Come indicato nella premessa al programma, “lungo la linea del tempo, gli ultimi secoli indicano una fortissima discontinuità in termini di popolazione, benessere, libertà. La rivoluzione scientifica, in combinazione con quella industriale, ha cambiato radicalmente la vita di milioni di persone. Diventati abilissimi nella produzione, già nel secolo scorso, ci si è resi conto che occorreva imparare a consumare. Per questo la crescita economica della seconda metà del secolo si è strutturata attorno al circuito produzione-consumo che dagli anni ‘90 è stato sostenuto e accelerato dall’enorme sviluppo finanziario e dal conseguente indebitamento. La transizione avviata con la crisi del 2008, e che oggi si è accelerata con gli effetti della pandemia, ha a che fare esattamente con questo schema, ha bisogno di essere portata a maturazione. In primo luogo, c’è il problema della sostenibilità”. 
Come detto, il Convegno AIF ha voluto raccogliere la sfida del tema centrale “agire la sostenibilità”, ma inevitabilmente ha cercato di concentrarsi sugli aspetti più qualificanti della propria ragion d’essere come associazione, focalizzandosi fin dalla sua progettazione sul tema della “formazione e cambiamento organizzativo per un nuovo modello di sviluppo”.
L’incertezza determinata dal COVID ci ha obbligato a tenere l’evento online, ma il coinvolgimento dei partecipanti e la conseguente “generatività” (altro termine qualificante dell’intero convegno), sono state altissime: le sessioni del Convegno sono state precedute da un intenso lavoro di preparazione da parte dei gruppi di lavoro.  
Inoltre, nella visione del direttore scientifico Mauro Magatti, questi gruppi proseguiranno – in qualche modo - la loro attività di riflessione e produzione sul tema della sostenibilità, ben oltre i giorni del Convegno stesso: diffuso nel tempo, già diffuso nello spazio, con oltre XXX partecipanti da tutta Italia.
Vogliamo raccontarvi il lavoro di preparazione fatto dietro le quinte dell’evento AIF e che ha portato alla presentazione dei risultati nell’ultima giornata, ma che – come detto - è tuttora in itinere: i gruppi hanno ricominciato a riunirsi per portare avanti i temi usciti dalla riflessione condivisa. Questo dimostra che non si tratta di un episodio, qualcosa di limitato nell’arco di pochi incontri, come non lo è stato il Convegno stesso, ma sono destinati a diventare il veicolo per raggiungere un risultato più grande, più partecipato di quanto non sia stato finora e soprattutto che passi da una dichiarazione di intenti a intervento tangibile nel mondo.
Partiamo, prima di tutto, dai temi proposti; il prof. Magatti ha voluto evidenziare come il Convegno sia innanzitutto “un progetto di ricerca comune”; in questo senso siamo tutti tenuti a fornire il nostro contributo per l’elaborazione delle prospettive evolutive e progettuali per la sostenibilità della formazione nelle organizzazioni e, più in generale, per la diffusione delle buone pratiche in questo ambito. 
Le premesse teoriche, che hanno avuto ricaduta sulla definizione dei gruppi, hanno riguardato l’evoluzione della sostenibilità e la sua ricaduta nella governance delle organizzazioni e nella gestione delle persone e, ovviamente, l’aspetto educativo e formativo di questa transizione. Proprio questa transizione ecologica, organizzativa e formativa ha trovato corpo nella suddivisione dei gruppi e nelle loro domande fondative:
Status quo nelle organizzazioni: quali aspetti ci sembrano più coerenti con l’idea di sostenibilità?
Evoluzioni in corso: sta cambiando qualcosa nelle organizzazioni?
Sostenibilità e generatività: lo sviluppo delle persone è centrale, ma quanto è diffusa questa sensibilità?
Management generativo: come si interpreta il management sostenibile?
Formazione e sostenibilità: quali pratiche mettono in relazione questi due aspetti?
Il primo gruppo si è domandato, nell’esperienza che facciamo attualmente nelle organizzazioni, come lavoratori o consulenti, quali siano gli aspetti percepiti come più coerenti con l’idea di sostenibilità e quali ci appaiono invece più distonici con essa. L’obiettivo è stato quello di raccogliere esempi concreti di comportamenti organizzativi più o meno coerenti con l’idea di sostenibilità.
Il secondo gruppo ha affrontato il tema delle evoluzioni che percepiamo oggi nelle organizzazioni rispetto al valore della sostenibilità. Si tratta solo di una nuova etichetta oppure sta accadendo qualcosa di rilevante? E se sì, quali sono gli aspetti messi in gioco? Anche in questo caso, l’obiettivo era quello di raccogliere esempi concreti di evoluzioni legati all’idea di sostenibilità in corso all’interno delle organizzazioni, ma anche quello di capire se si tratta di evoluzioni sostanziali o di facciata e quali sono gli impatti reali sulle organizzazioni e sulle loro attività.
La sostenibilità può avere una connotazione esclusivamente tecnica. Accostare il termine generatività significa sottolineare la centralità dello sviluppo delle persone e delle relazioni. Il terzo gruppo si è perciò posto la domanda: quanto questa sensibilità è diffusa? E quale può essere il contributo della formazione? Gli obiettivi erano quelli di riflettere sui termini sostenibilità e generatività, confrontarsi su quanto è diffusa la consapevolezza della loro relazione, definire quale può essere il contributo della formazione su questo tema.
Il quarto gruppo si è cimentato col problema di cosa significhi interpretare l’istanza della sostenibilità generativa nell’area del management delle organizzazioni. Scopo del gruppo era perciò quello di descrivere il management sostenibile e generativo. E, se possibile, definire quali caratteristiche contraddistinguano questo possibile management sostenibile e generativo.
Infine, il quinto gruppo, che ovviamente ha visto la partecipazione più ampia, grazie al riferimento diretto ed esplicito ai temi della formazione. Rispetto alle pratiche di formazione nelle organizzazioni, quali ci appaiono sintoniche con valore della sostenibilità generativa e quali più incoerenti? Quali innovazioni nel campo della formazione ci sembra che l’istanza di sostenibilità generativa richieda? Gli obiettivi del gruppo erano, appunto, proprio quelli di individuare le pratiche di formazione più sintoniche con il valore della sostenibilità generativa e quelle invece incoerenti. Ma anche di interrogarsi sulle innovazioni richieste alla formazione dall’istanza della sostenibilità generativa.
Altro aspetto fondamentale è stata la genesi dei gruppi, ossia l’ideazione e il processo che ha portato a farli diventare uno dei momenti più alti e “generativi” (da notare l’uso voluto del termine)  di tutto il Convegno. Il coinvolgimento dei soci è stato messo al centro come elemento essenziale di partecipazione, confronto e condivisione di idee ma anche ponte per gli ulteriori sviluppi, che già cominciano a definirsi, proiettati nel futuro. Si è trattato forse della sfida maggiore di tutto l’evento.
Organizzare gruppi di lavoro che, in tempi ristretti, possano interagire in modo efficace e focalizzato non è mai facile, neanche quando si ha la possibilità di riunire le persone in una stanza reale, con un contatto fisico concreto ed emotivamente significativo; stavolta è stato necessario uno sforzo ulteriore: come fare comunità tra persone che, per buona parte, non si erano mai viste, a distanza, su temi relativamente nuovi e farle lavorare in modo rapido ma contemporaneamente significativo? Come interfacciare questi lavori a quelli ufficiali del Convegno? Come garantire un lavoro collettivo e un’indispensabile guida che fosse stata in grado di produrre unicità di direzione e concretezza nei risultati?
Ebbene, è stato scelto un percorso, temporale e organizzativo, che alla prova dei fatti ha prodotto risultati soddisfacenti. Con largo anticipo, gli iscritti, manifestando il loro interesse per le varie tematiche proposte, si sono uniti a uno o più gruppi di lavoro, condividendo in questo modo lo spirito di partecipazione come elemento fondamentale del convegno stesso.
Si è inoltre affrontata la necessità di indicare dei Facilitatori per i gruppi di lavoro, a loro volta supportati da un team ristretto di coordinatori dell’intero processo: noi due, Ferruccio e Vivaldo. Con la continua presenza e supporto della vicepresidente Beatrice Lomaglio, sono stati individuati i candidati al ruolo di Facilitatore: Maria Nigro, Andrea Oglietti, Viviana Olivieri, Sabina Addamiano, Marirosa Gioia e Margherita da Cortà Fumei. Li abbiamo incontrati più volte, in modalità virtuale, per definire gli abbinamenti: ognuno di loro ha manifestato un particolare interesse, riveniente dalla loro esperienza personale e lavorativa, per le tematiche dei gruppi che hanno, successivamente, facilitato. Abbiamo definito gli strumenti tecnici di lavoro (sessioni Zoom, software di condivisione, ecc.) rendendo i gruppi autonomi nella loro autogestione e assecondando le loro personali inclinazioni nell’uso della tecnologia. Sono state concordate le modalità di comunicazione coi membri dei gruppi di lavoro (che continuavano a ingrossare le fila) e tra di loro; la messa a punto dei contenuti e il coordinamento con la direzione scientifica.  Una volta che il meccanismo si è avviato, i Facilitatori hanno preso possesso della piena conduzione dei propri gruppi e organizzato incontri e sessioni in modo autonomo. Il gruppo di lavoro n.5, come detto prima, ha avuto il maggior numero di adesioni ed è stato diviso in due sottogruppi aventi lo stesso focus sul tema formazione e sostenibilità.
La giornata conclusiva del Convegno, sabato 14 novembre, ha visto come momento topico proprio la presentazione dei risultati raggiunti e condivisi dai membri dei gruppi stessi. I Facilitatori, talvolta affiancati da qualche altro partecipante, hanno ricevuto il plauso di tutti, organizzatori, direzione scientifica, pubblico e, con grande soddisfazione, anche di noi coordinatori, per gli eccellenti spunti e le interessanti sollecitazioni proposte.
Portiamo con noi la consapevolezza e l’orgoglio di aver contribuito al successo di un Convegno storico sotto tanti punti di vista, non ultimo la partecipazione dei soci, la generatività dei loro contributi e la ricaduta nel tempo dei temi affrontati: perché, alla fine del giorno, “non ci sono passeggeri qui, siamo tutti equipaggio” (M. McLuhan)

Un benchmark per le ricerche a casa...

L'idea è questa: evitare il copia e incolla "selvaggio" nelle ricerche fatte dagli studenti; fare in modo che, se non altro, siano costretti a parafrasare tutto quello che trovano, con il vantaggio, perlomeno, di richiedere una lettura più approfondita da parte dello studente stesso. 

Ci sono molti strumenti free sul web che si occupano di questo: siti dedicati al copywriting. Il migliore di questi è Copyscape; ho avuto modo di usarlo per verificare la "paternità" di un bell'articolo letto su un sito che si occupava di politica, ai Castelli, dove abito: immediatamente ho scoperto che era un plagio. Questo strumento permette di verificare, gratuitamente, una pagina web, fornendone l'indirizzo; per portelo fare con un testo o un file bisogna utilizzare la versione premium, a pagamento.

Sul sito http://www.duplichecker.com/ è, invece, disponibile un motore che cerca sia il testo libero che un file word (in questo caso la ricerca fatta dallo studente) in tutto il web evidenziando la parte/le parti copiate e dove si trova l'originale.

Se lo strumento di ricerca ritorna risultati positivi, l'elaborato non sarà "presentabile", diventando in questo modo il benchmark per l'affidabilità del testo prodotto.

Ovviamente l'insegnante può controllare la ricerca con un file inviato dallo studente ma lo studente stesso può assicurarsi, prima di consegnarla, della sua "originalità", sgravando l'insegnante, a meno della fiducia riposta nell'allievo, della funzione verifica.

Social Network: una strada possibile

Rete di persone e computerIl maestro chiese: Puoi vedere ogni albero mentre
osservi la foresta?
L'allievo capì e prese il sentiero di mezzo.
Koan Zen

Nessun tipo di management, se vuole definirsi moderno, può prescindere dalla creazione e dalla gestione del consenso; al contempo deve, con limiti e modalità propri di ogni organizzazione, essere partecipativo. Di pari passo la visione degli stakeholder come soggetti "passivi", che subiscono le conseguenze dell'attività aziendale, si sta progressivamente trasformando in una concezione degli stessi come soggetti "attivi", che si relazionano con l'azienda e partecipano insieme a essa al processo di creazione di valore trasformandosi da semplici spettatori in attori di quel processo.

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Social Learning

Uomini che si riunisconoApprendere è il comportamento istintivo - nel senso di non mediato, naturale - che più caratterizza l'uomo nel suo rapporto con il mondo. Discutere di normativa alle macchinette del caffè o chiedere indicazioni stradali, "rubare il mestiere" all'idraulico mentre aggiusta il lavandino o partecipare a un gruppo di lavoro sono tutte occasioni di apprendimento.

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Joomla @ Joyce

Manifesto del Corso Joomla al JoyceJoomla è un sistema di gestione dei contenuti (CMS) che consente di creare siti web e potenti applicazioni on-line. Molti aspetti, compresa la sua facilità d'uso ed estensibilità, hanno reso Joomla il più popolare software per siti Web. Non ultimo, è una soluzione open source quindi è liberamente disponibile ed è gratuita. Quasi il 10% di tutti i siti in internet è realizzata con Joomla.

vai a moscavi/joyce

Alcuni siti realizzati:
Burger King (http://www.bk.com/)
Foppapedretti (http://www.foppapedretti.it/)

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Joomla @ Joyce - I risultati

Manifesto del Corso Joomla al Joyce

La conoscenza di tecnologie informatiche e di produzione di contenuti per il web non appartiene più ad un ambito specialistico: la capacità di utilizzare, con competenza, i relativi strumenti e le metodologie è uno dei prerequisiti per un accesso qualificato al mondo del lavoro.

Nota metodologica

Driver del progetto sono state le effettive esigenze del mercato informatico, che aldilà di concetti teorici, pur se fondanti, di informatica di base e di teoria dell’informazione, richiede capacità reali di produzione (di siti web, di contenuti per il web etc.) e di managerialità (gestione di un sito web, interazione con il cliente, lavoro di gruppo, lavorare per obiettivi etc.).

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Joomla @ Joyce 2015 - I risultati

Generalità

La frontiera tecnologia in continua espansione, le nuove modalità di interazione digitale e i nuovi paradigmi di comunicazione social mutano, a velocità sempre crescente, i requisiti minimi per un accesso qualificato al mondo del lavoro in ambito informatico e non solo.

Sono sostanziali la capacità di produrre contenuti che possano essere facilmente accessibili e condivisibili, la visione d’insieme dei vari strumenti e la capacità di integrarli.

Inoltre la conoscenza di tecnologie informatiche e di produzione di contenuti per il web non appartiene più ad un ambito specialistico ma è, oramai, alla portata di tutti. In questo il corso ha voluto fornire elementi di contenuti e di proposta didattica che potessero fare la differenza

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Amici del Liceo Joyce e sotto la supervisione della professoressa Mariani.

 

Nota metodologica

Il progetto è stato definito a partire dal risultato atteso: la realizzazione del nuovo sito del Museo Diocesano di Albano Laziale diretto dal prof. Roberto Libera. Sono stati definiti gli skill necessari, sia di tipo specialistico informatico che di tipo manageriale, per gestire un progetto complesso. Gli skill tecnici hanno permesso ai discenti di padroneggiare le metodologie di analisi delle esigenze e lo strumento individuato per la realizzazione del sito (Joomla); sono state inoltre fornite le conoscenze delle metodologie di posizionamento sul web (SEO) necessarie a dare visibilità al lavoro svolto. E’ stata posta particolare rilevanza alle capacità manageriali e comportamentali che devono essere parte, integrante e rilevante, del bagaglio di uno sviluppatore. Queste capacità sono state (e per quelle ancora in itinere, saranno) definite nella continua interazione tra i discenti e con il docente, nella suddivisione delle attività pianificate, nell’interazione con il committente.

E’ stato utilizzato, come modello teorico, il costruttivismo. Il principio ispiratore è stata la definizione di mente umana come “un sistema complesso di elaborazione delle informazioni [dove] ogni nuovo dato viene incorporato e integrato nelle strutture preesistenti che sono pertanto arricchite, modificate, ristrutturate, anche radicalmente, dalle nuove informazioni” (Mason, 2006, 32). Sulla base di questi assunti si è ricorso alla forma del Workshop come modello di erogazione, secondo due linee ben definite ed integrate: la comunità di pratica e il case study.  Il case study è attualmente in fase di realizzazione da parte dei discenti; lo stato di avanzamento può essere visionato qui: http://www.museodiocesanodialbano.it/museo/

Per favorire lo scambio continuo e liquido di informazioni è stato predisposto un ambiente collaborativo online per la condivisione di problematiche e soluzioni che ha stimolato la partecipazione ed ha assicurato la “continuità della formazione”. Il risultato è stato quello di favorire non solo la formazione di una professionalità ma anche la crescita personale.

 

Contenuti del progetto e modalità di erogazione

Il progetto è stato strutturato in 11 lezioni settimanali di 2 ore ciascuna, più una lezione introduttiva.

Argomenti affrontati: il CMS Joomla!, elementi di SEO, integrazione social, analisi delle esigenze, interazione con il committente, lavorare in gruppo e per obiettivi.

Joomla @ Joyce 2015


Terza edizione del corso Joomla @ Joyce.

Il corso riguarderà diversi aspetti della produzione di un sito web dalla analisi delle esigenze del cliente alle campagne pubblicitarie sui social network passando per lo sviluppo di un sito web con il cms Joomla.

Non saranno quindi solo fornite le conoscenze necessarie a sviluppare un sito web completo e professionale integrato con i social network ma anche le competenze necessarie a lavorare in gruppo, gestire le esigenze di un cliente, lavorare per obiettivi.

Alcuni contenuti

Le risorse del web per lo sviluppo

Sviluppare siti web professionali (desktop e mobile) con Joomla

Elementi di SEO per il posizionamento nei motori di ricerca

Integrare un sito con i social network

Ai contenuti relativi allo sviluppo saranno affiancati concetti riguardanti, tra l’altro, elementi di:

  • grafica per il web (guida agli strumenti di grafica sul web, risorse grafiche online etc.)
  • scrittura per il web (imparare a comunicare sul web per il proprio pubblico)
  • managerialità (interpretare le esigenze del committente, gestione di un progetto etc.)

Requisiti

Saper navigare in internet

Le modalità di svolgimento

Il corso sarà organizzato in modalità di workshop finalizzato alla realizzazione di un prodotto professionale.

Il corso è strutturato in 10 lezioni di due ore: l'orario sarò concordato con la classe. Ogni discente utilizzerà un proprio computer.

Sarà predisposto un ambiente social per continuare la lezione e avere assistenza online  continuativamente 

https://www.facebook.com/groups/jooomla.joyce

Joomla @ Joyce 2016 - I risultati

La frontiera tecnologia in continua espansione, le nuove modalità di interazione digitale e i nuovi paradigmi di comunicazione social stanno cambiando, a velocità sempre crescente, i requisiti minimi per un accesso qualificato al mondo del lavoro in ambito informatico e non solo.
Sono sostanziali la capacità di produrre contenuti che possano essere facilmente accessibili e condivisibili, la visione d'insieme dei vari strumenti e la capacità di integrarli.
Inoltre la conoscenza di tecnologie informatiche e di produzione di contenuti per il web non appartiene più ad un ambito specialistico ma è, oramai, alla portata di tutti. In questo il corso ha voluto fornire elementi di contenuti e di proposta didattica che potessero fare la differenza
Il progetto è nasce dall'Associazione Vivere Impresa ed  stato realizzato in collaborazione con l'Associazione Amici del Liceo Joyce e sotto la supervisione della professoressa Mariani.

Nota metodologica
Il progetto è stato definito a partire dal risultato atteso: la realizzazione del nuovo sito del Museo Diocesano di Albano Laziale diretto dal prof. Roberto Libera. Sono stati definiti gli skill necessari, sia di tipo specialistico informatico che di tipo manageriale, per gestire un progetto complesso. Gli skill tecnici hanno permesso ai discenti di padroneggiare le metodologie di analisi delle esigenze e lo strumento individuato per la realizzazione del sito (Joomla); sono state inoltre fornite le conoscenze delle metodologie di posizionamento sul web (SEO) necessarie a dare visibilità al lavoro svolto. E' stata posta particolare rilevanza alle capacità manageriali e comportamentali che devono essere parte, integrante e rilevante, del bagaglio di uno sviluppatore. Queste capacità sono state (e per quelle ancora in itinere, saranno) definite nella continua interazione tra i discenti e con il docente, nella suddivisione delle attività pianificate, nell'interazione con il committente.
E' stato utilizzato, come modello teorico, il costruttivismo. Il principio ispiratore è stata la definizione di mente umana come "un sistema complesso di elaborazione delle informazioni [dove] ogni nuovo dato viene incorporato e integrato nelle strutture preesistenti che sono pertanto arricchite, modificate, ristrutturate, anche radicalmente, dalle nuove informazioni" (Mason, 2006, 32). Sulla base di questi assunti si è ricorso alla forma del Workshop come modello di erogazione, secondo due linee ben definite ed integrate: la comunità di pratica e il case study. Il case study è attualmente in fase di realizzazione da parte dei discenti.
Per favorire lo scambio continuo e liquido di informazioni è stato predisposto un ambiente collaborativo online per la condivisione di problematiche e soluzioni che ha stimolato la partecipazione ed ha assicurato la "continuità della formazione". Il risultato è stato quello di favorire non solo la formazione di una professionalità ma anche la crescita personale.

Contenuti del progetto e modalità di erogazione
Il progetto è stato strutturato in 11 lezioni settimanali di 2 ore ciascuna, più una lezione introduttiva.
Argomenti affrontati: il CMS Joomla!, elementi di SEO, integrazione social, analisi delle esigenze, interazione con il committente, lavorare in gruppo e per obiettivi.