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La legge di Benford

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Dicembre 2011 09:00

I mezzi che abbiamo a disposizione per indagare la realtà a volte superano la fantasia. Consideriamo, ad esempio, il numero di abitanti dei comuni italiani e i dati contenuti nel Bollettino Statistico della Banca d'Italia (2010 - I). Cosa devono avere in comune? A prima vista si tratta di campioni molto diversi tra loro.

In realtà abbiamo dato per scontato che i numeri nel Bollettino abbiano le stesse caratteristiche di quelle del censimento, cioè soddisfare la legge di Benford. Ora, vediamo in dettaglio quali sono le proprietà della legge e se anche la nostra pubblicazione le soddisfa. La legge, detta anche "della prima cifra", descrive la probabilità che un numero presente in una raccolta di dati reali (ad esempio, quotazione delle azioni, numero di strade esistenti in alcune località etc.) cominci con una determinata cifra. La cosa che colpisce di questa legge è la distribuzione della probabilità di una cifra in una data posizione. Nel 30,1% dei casi "1" dovrebbe essere la prima cifra, pari a quasi un terzo delle volte. Ma com'è possibile che eventi e campioni tanto differenti tra loro (ad esempio, la tiratura dei quotidiani, la lunghezza delle coste e i tassi di mortalità) siano collegati da una regola che sembra indebolire persino il libero arbitrio? Che cosa porta i dati a comportarsi in un modo, apparentemente, così inatteso?

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Un granello di sabbia...

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Dicembre 2011 09:26

Schema numeri primiNon è risolutivo...ne sono sicuro. Ma ho elaborato uno schema che mi permette di affermare che un qualche tipo di vincolo e forse una regola (e quindi, forse, una formula) esiste nella generazione di numeri primi...Niente di più facile che vedere ciò che si vuole...ma tant'è.

Ogni riga è generata da (x mod n) per n=2,,x (la prima riga è x=2, seconda x=3 etc.).
Per definizione ogni riga dove compare uno zero (escluso l'ultimo, che rappresenta il resto della divisione x/x che è sempre zero...) è associata ad un numero non primo: la terza riga (0,1,0) riporta i resti della divisione di 4 per i valori (2,3,4) e, ovviamente, il resto della divisione di 4/2 è zero.

In poche parole, ogni riga dove compare uno zero è associata ad un numero non primo.
Vediamola da un altro punto di vista: le colonne di questo schema sono generate da serie crescenti e spostate diagonalmente di valori interi con k=0,,n.

Quindi sembra evidentemente semplice individuare i non primi...

Inoltre guardando bene lo schema ha molte proprietà simpatiche...

Î

 

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Social Learning

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Febbraio 2012 15:48

Apprendere è il comportamento istintivo - nel senso di non mediato, naturale - che più caratterizza l'uomo nel suo rapporto con il mondo. Discutere di normativa alle macchinette del caffè o chiedere indicazioni stradali, "rubare il mestiere" all'idraulico mentre aggiusta il lavandino o partecipare a un gruppo di lavoro sono tutte occasioni di apprendimento.

Vorrei brevemente esaminare la caratteristica che accomuna questi esempi - l'aspetto sociale osocial learning - tracciare un percorso verso una possibile realizzazione (social media) e analizzarne la ricaduta nell'organizzazione (social workplace).

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